Gli sbalzi di tensione possono manifestarsi in modi molto diversi: lampadine che cambiano improvvisamente intensità, televisore che si spegne e si riaccende, modem che perde la connessione, elettrodomestici che si arrestano senza motivo apparente oppure apparecchi che, dopo un’interruzione della corrente, non funzionano più correttamente. In alcuni casi il fenomeno dura una frazione di secondo e passa quasi inosservato. In altri può ripetersi più volte e diventare un rischio per le apparecchiature e, se dipende da un problema dell’impianto elettrico, anche per la sicurezza dell’abitazione.
Capire cosa fare in caso di sbalzi di tensione significa prima di tutto distinguere un episodio occasionale da un’anomalia che richiede un intervento. Non sempre, infatti, la causa è la rete elettrica esterna. Un collegamento difettoso, un problema al neutro, un componente deteriorato o un apparecchio guasto possono provocare sintomi molto simili. Vediamo quindi come comportarsi nell’immediato, quali controlli effettuare senza esporsi a rischi, quando chiamare un elettricista, come proteggere gli apparecchi e come segnalare il problema al venditore o al distributore di energia.
Cosa si intende per sbalzo di tensione
Con l’espressione “sbalzo di tensione” si indicano comunemente diverse anomalie della tensione elettrica. Può trattarsi di un aumento improvviso, di un abbassamento, di una variazione più lenta oppure di un disturbo molto breve. Dal punto di vista tecnico questi fenomeni non sono tutti uguali, ma per un utente domestico il primo segnale è spesso lo stesso: qualcosa alimentato dalla rete elettrica si comporta in modo insolito.
Un calo della tensione può, per esempio, far diminuire per un attimo la luminosità delle lampade o provocare il riavvio di un computer. Una sovratensione può invece sottoporre i componenti elettronici a una sollecitazione superiore a quella prevista. Esistono poi sovratensioni transitorie estremamente rapide, che possono essere associate anche a fulmini o a determinate manovre sulla rete.
La qualità della tensione fornita attraverso le reti di distribuzione è disciplinata da regole tecniche e dalla regolazione ARERA. Non bisogna però interpretare qualsiasi lampeggio di una lampadina come prova automatica di un’anomalia imputabile al distributore. Per stabilirlo può essere necessaria una vera verifica della tensione.
Cosa fare immediatamente quando si verifica uno sbalzo di tensione
La prima cosa da fare è osservare cosa sta succedendo senza intervenire sul quadro elettrico o su parti dell’impianto che non si è qualificati a maneggiare. Se le luci cambiano intensità una sola volta e tutto torna immediatamente normale, può trattarsi di un evento transitorio. Se il fenomeno continua, invece, conviene ridurre il rischio per gli apparecchi collegati alla rete.
Quando è possibile farlo in sicurezza, è opportuno spegnere e scollegare gli apparecchi elettronici più delicati, come computer, televisori, console, sistemi audio e altri dispositivi costosi. Evitare di accenderli e spegnerli ripetutamente mentre la tensione appare instabile. Una serie di riavvii ravvicinati può essere particolarmente problematica per alcune apparecchiature.
Se si percepisce odore di bruciato, si vedono scintille, una presa appare annerita o insolitamente calda, oppure gli interruttori di protezione intervengono continuamente, la situazione deve essere trattata come un possibile guasto dell’impianto. Se è possibile togliere alimentazione senza esporsi a pericoli, si può utilizzare l’interruttore generale, lasciando poi l’impianto disalimentato fino al controllo di un elettricista qualificato. Non bisogna smontare prese, aprire quadri o stringere collegamenti sotto tensione.
In presenza di fumo o incendio la priorità non è individuare l’origine dello sbalzo, ma mettere in sicurezza le persone e richiedere l’intervento dei soccorsi. L’acqua non deve essere utilizzata su apparecchiature elettriche ancora alimentate.
Capire se il problema riguarda la rete o l’impianto di casa
Uno dei controlli più semplici consiste nel capire quanto sia esteso il fenomeno. Se anche l’illuminazione delle parti comuni del condominio o le abitazioni vicine mostrano problemi nello stesso momento, aumenta la probabilità che l’origine sia esterna all’abitazione. Non è comunque una prova definitiva.
Se invece il problema interessa soltanto una stanza, una linea dell’impianto o determinati apparecchi, è più plausibile una causa interna. Una presa deteriorata, un morsetto allentato, un collegamento difettoso, un elettrodomestico guasto o altri problemi dell’impianto possono provocare anomalie che l’utente percepisce come uno sbalzo proveniente dalla rete.
Merita particolare attenzione una situazione in cui alcune lampade diventano molto più luminose mentre altre si affievoliscono. Non è il momento di prendere il multimetro e improvvisarsi elettricisti. In determinate configurazioni dell’impianto, comportamenti di questo tipo possono essere associati anche a problemi di collegamento e richiedono una verifica professionale rapida.
Un elettricista può controllare l’impianto, i collegamenti, il quadro, la messa a terra e le tensioni rilevate nei punti appropriati. Questo controllo è utile anche prima di contestare formalmente la qualità della fornitura, perché permette di escludere alcune delle cause interne più comuni.
Annotare quando avvengono gli sbalzi di tensione
Se il problema si ripete, è utile iniziare a documentarlo. Segnare data, ora approssimativa, durata e apparecchi interessati può sembrare una precauzione eccessiva, ma diventa molto utile quando bisogna spiegare il problema a un tecnico o presentare una segnalazione.
È importante annotare anche se nello stesso momento si sono verificate interruzioni della corrente, temporali, lavori nella zona o altri eventi evidenti. Se un apparecchio si danneggia, conviene fotografarlo e conservare eventuali messaggi di errore, ricevute di riparazione, preventivi e documenti di acquisto disponibili.
La registrazione degli episodi permette inoltre di riconoscere uno schema. Lo sbalzo si verifica ogni sera? Avviene quando parte un determinato elettrodomestico? Compare solamente durante i temporali? Oppure coinvolge contemporaneamente diversi appartamenti? Sono informazioni che possono indirizzare molto più rapidamente la diagnosi.
Come richiedere una verifica della tensione
Quando gli sbalzi sono frequenti e i controlli sull’impianto domestico non evidenziano una causa, è possibile valutare una verifica della tensione di alimentazione. Per le normali forniture in bassa tensione, E-Distribuzione indica che la richiesta deve essere presentata al proprio venditore di energia, che la trasmette al distributore incaricato di effettuare tecnicamente la verifica.
Venditore e distributore non sono infatti la stessa cosa. Il venditore è la società con cui si ha il contratto commerciale e che invia la bolletta. Il distributore gestisce la rete locale, il contatore e numerosi interventi tecnici. Il nome del distributore competente può essere verificato nella documentazione della fornitura.
La richiesta di verifica non dovrebbe essere fatta alla leggera. La regolazione prevede infatti la possibilità di addebitare al cliente il costo previsto quando il controllo accerta che la tensione rientra nei limiti applicabili. Prima di procedere, soprattutto se il fenomeno riguarda soltanto la propria abitazione, può quindi essere sensato far escludere da un elettricista eventuali anomalie interne.
Cosa fare dopo un blackout o quando torna la corrente
Uno dei momenti in cui gli utenti prestano maggiore attenzione alla tensione è il ripristino della fornitura dopo un blackout. Se la corrente torna e sembra stabile, non è necessario precipitarsi ad accendere contemporaneamente tutto ciò che era in funzione prima dell’interruzione.
È preferibile controllare inizialmente che illuminazione e apparecchi più semplici funzionino normalmente, quindi riattivare gradualmente i dispositivi scollegati. Se le lampade continuano a variare di intensità o gli apparecchi si riavviano, conviene lasciarli spenti e approfondire la causa.
Attenzione anche a confondere una normale interruzione con uno sbalzo. Un blackout indica l’assenza dell’alimentazione per un certo periodo, mentre uno sbalzo riguarda una variazione della tensione. I due fenomeni possono verificarsi in successione, ma non sono tecnicamente la stessa cosa.
Come proteggere gli apparecchi dagli sbalzi di tensione
Non esiste un dispositivo universale capace di risolvere qualsiasi problema della rete. La protezione deve essere scelta in funzione del tipo di disturbo e del valore delle apparecchiature da proteggere.
Tra i dispositivi più importanti ci sono gli SPD, cioè i dispositivi di protezione contro le sovratensioni transitorie. Sono progettati per limitare determinate sovratensioni e deviare le correnti impulsive secondo le caratteristiche dell’impianto. La Norma CEI 64-8 dedica specifiche prescrizioni alla protezione contro le sovratensioni e alla scelta e installazione degli SPD.
Uno SPD installato nel quadro elettrico non deve però essere confuso con uno stabilizzatore di tensione. Il suo compito principale non è correggere continuamente una tensione troppo alta o troppo bassa. Per questo motivo acquistare un dispositivo qualsiasi etichettato come “protezione da sbalzi” senza avere identificato il problema può portare a una falsa sensazione di sicurezza.
Gli SPD da installare nell’impianto fisso devono essere scelti e collegati correttamente, tenendo conto anche delle caratteristiche dell’impianto e della protezione di terra. Per un’abitazione è quindi opportuno affidare valutazione e installazione a un elettricista qualificato.
Ciabatte protette, stabilizzatori e gruppi di continuità
Le multiprese dotate di protezione contro le sovratensioni possono offrire una protezione aggiuntiva per alcuni dispositivi, ma non sostituiscono una protezione correttamente progettata a livello dell’impianto. Inoltre non tutte le ciabatte sono uguali: una semplice multipresa con interruttore non è automaticamente un dispositivo di protezione dalle sovratensioni.
Per computer, NAS, modem, sistemi di videosorveglianza e altre apparecchiature che devono continuare a funzionare durante brevi interruzioni può essere utile un UPS, cioè un gruppo di continuità. L’UPS dispone di una batteria e, a seconda della tecnologia utilizzata, può offrire anche diverse funzioni di gestione delle anomalie dell’alimentazione.
Uno stabilizzatore o un sistema dotato di regolazione automatica della tensione può invece essere valutato quando il problema riguarda variazioni persistenti e compatibili con il suo campo di funzionamento. Anche in questo caso, però, il dispositivo non dovrebbe diventare il modo per nascondere un guasto dell’impianto o una fornitura che deve essere verificata.
Sbalzi di tensione durante un temporale
I temporali meritano un’attenzione particolare perché i fulmini possono generare sovratensioni anche senza colpire direttamente l’abitazione. La Protezione Civile raccomanda, durante un temporale, di evitare l’uso delle apparecchiature collegate alla rete e, quando possibile, di spegnere e scollegare televisori, computer ed elettrodomestici.
Questo non significa che durante ogni temporale sia necessario correre per casa a staccare qualsiasi spina quando i fulmini sono già molto vicini. La sicurezza personale viene prima di tutto. Una protezione efficace si pianifica in anticipo, verificando l’impianto e installando, quando necessari, dispositivi adeguati.
Se gli sbalzi si verificano principalmente durante temporali o condizioni meteorologiche particolari, è utile riferire anche questo dettaglio all’elettricista. Può essere un elemento importante nella valutazione delle protezioni contro le sovratensioni.
Cosa fare se un elettrodomestico si danneggia
Se dopo uno sbalzo un televisore, un frigorifero, una caldaia, un computer o un altro dispositivo non funziona più, evitare di concludere immediatamente che il danno sia sicuramente responsabilità del distributore. Prima serve documentare il guasto e, quando opportuno, farlo valutare da un tecnico.
È consigliabile non smaltire subito l’apparecchio danneggiato. Conservare fotografie, preventivi, fatture di riparazione, ricevute o altri documenti che permettano di identificare il dispositivo e il danno. Se il tecnico che effettua la diagnosi può descrivere per iscritto il tipo di guasto riscontrato, la documentazione risulta molto più utile di una semplice dichiarazione del proprietario secondo cui “si è bruciato dopo uno sbalzo”.
Bisogna inoltre indicare con la maggiore precisione possibile quando si è verificato l’evento. Il distributore può infatti verificare gli eventi registrati sulla rete e confrontarli con quanto dichiarato dal cliente. La coincidenza temporale tra un’anomalia della rete e il guasto di un apparecchio è un elemento importante, ma l’eventuale riconoscimento del danno richiede comunque una valutazione del caso concreto.
Come fare un reclamo Enel per sbalzi di tensione
Chi cerca informazioni su come presentare un “reclamo Enel per sbalzi di tensione” deve prima individuare la società corretta. Enel Energia, quando è il proprio venditore, gestisce il rapporto commerciale, mentre E-Distribuzione gestisce la rete elettrica in molte zone d’Italia. Non tutte le abitazioni, però, sono collegate alla rete di E-Distribuzione, quindi è necessario controllare quale distributore opera sul proprio punto di fornitura. Per una fornitura domestica in bassa tensione, se si vuole chiedere formalmente una verifica della tensione, la richiesta viene normalmente presentata al venditore, che coinvolge il distributore. Se invece si ritiene di avere subito un danno riconducibile a un evento sulla rete gestita da E-Distribuzione, la società mette a disposizione il servizio online “Reclami e informazioni” per inviare la richiesta, che viene valutata sulla base degli eventi verificatisi sulla rete e delle possibili cause del danno. È quindi importante allegare dati della fornitura, data e ora dell’evento, descrizione dell’accaduto e documentazione dei beni danneggiati. Se il distributore locale è un’altra società, occorre seguire la procedura prevista da quest’ultima. In alternativa è possibile scrivere seguendo le indicazioni della guida sul reclamo Enel per sbalzi di tensione pubblicata su Sollecitiamo.com.
Cosa fare se il reclamo non risolve il problema
Se la risposta ricevuta dal venditore o dal distributore non risolve la controversia, oppure la richiesta di risarcimento viene respinta e si ritiene che la decisione non sia corretta, esistono strumenti ulteriori di tutela.
ARERA mette a disposizione il Servizio Conciliazione per le controversie tra clienti finali e operatori del settore energetico. Si tratta di una procedura che consente alle parti di cercare una soluzione con l’assistenza di un conciliatore. Prima di arrivare a questa fase è importante avere presentato il reclamo all’operatore e avere conservato la documentazione relativa alla contestazione.
Per danni economicamente rilevanti o situazioni complesse può essere opportuno rivolgersi a un’associazione dei consumatori o a un professionista, soprattutto quando bisogna dimostrare il collegamento tra l’anomalia elettrica e il danno subito.
Errori da evitare in caso di sbalzi di tensione
Uno degli errori più comuni consiste nel continuare a utilizzare normalmente gli apparecchi mentre luci e dispositivi mostrano chiaramente che l’alimentazione è instabile. Un altro è riarmare ripetutamente l’interruttore generale senza chiedersi perché continui a intervenire. Se una protezione scatta più volte, è necessario individuarne la causa.
È altrettanto rischioso aprire il quadro elettrico, smontare una presa o misurare tensioni su conduttori accessibili senza avere competenze adeguate. Un multimetro può essere utile nelle mani di un professionista, ma non trasforma un controllo sull’impianto elettrico in un’operazione priva di rischi.
Va evitato anche l’approccio opposto: attribuire automaticamente qualsiasi guasto alla rete. Se una lavatrice vecchia smette di funzionare mentre tutti gli altri apparecchi continuano a operare normalmente, non basta la semplice coincidenza temporale per dimostrare uno sbalzo di tensione.
Infine, non conviene aspettare mesi quando il problema si ripete frequentemente. Una lampadina che varia intensità una volta può essere un episodio occasionale. Se accade ogni giorno, coinvolge più apparecchi o peggiora progressivamente, è necessario approfondire.
Quando chiamare un elettricista
È consigliabile rivolgersi rapidamente a un elettricista quando gli sbalzi sembrano riguardare solo la propria abitazione, quando alcune zone della casa presentano comportamenti diversi dalle altre, quando si avvertono odori anomali o surriscaldamenti, quando gli interruttori di protezione intervengono spesso o quando il problema compare in concomitanza con l’utilizzo di determinati carichi.
Un controllo professionale diventa particolarmente importante negli impianti vecchi o modificati più volte nel corso degli anni. Non basta sapere che “la corrente arriva”. Collegamenti, protezioni e messa a terra devono essere adeguati e in buone condizioni.
L’elettricista può inoltre valutare se le protezioni contro le sovratensioni presenti sono adatte oppure se conviene installarle o aggiornarle. La CEI 64-8 costituisce il principale riferimento tecnico italiano per gli impianti elettrici di bassa tensione e comprende prescrizioni specifiche sulla protezione contro le sovratensioni.
Come comportarsi se gli sbalzi continuano
Quando il problema diventa ricorrente, procedere per esclusione è molto più efficace che acquistare subito nuovi dispositivi. Prima si verifica che l’impianto domestico non presenti anomalie. Poi si documentano gli episodi con date e orari. Se il problema sembra provenire dalla rete, si segnala al venditore o al distributore e, se necessario, si richiede la verifica della tensione.
Nel frattempo è possibile proteggere le apparecchiature più sensibili scollegandole durante le anomalie evidenti e valutando con un tecnico la soluzione più appropriata, come SPD, UPS o altri dispositivi specifici. La scelta dipende dal tipo di disturbo: una protezione progettata per una sovratensione transitoria non risolve automaticamente una tensione che rimane anomala per periodi prolungati.
In caso di sbalzi di tensione, quindi, il passo più importante è non limitarsi al sintomo. Se l’episodio è isolato, può bastare controllare che tutto sia tornato normale. Se si ripete, interessa più apparecchi o provoca guasti, occorre verificare l’impianto, documentare gli eventi e coinvolgere il venditore o il distributore competente. In presenza di segnali di surriscaldamento, scintille o altri indizi di un guasto elettrico, invece, la priorità è interrompere l’utilizzo dell’impianto quando è possibile farlo in sicurezza e chiamare un professionista qualificato.