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Come Allevare i Colombi

Allevare colombi è un’arte antica che combina osservazione, pazienza e capacità di offrire a questi uccelli condizioni di vita il più possibile vicine a quelle che troverebbero in natura, pur beneficiando di un ambiente controllato. Chi si avvicina a questa pratica scopre presto che il colombo domestico, pur essendo discendente del colombo selvatico di scogliera, ha sviluppato esigenze specifiche in funzione delle razze selezionate dall’uomo nei secoli. Che l’obiettivo sia la produzione di carne (i cosiddetti “piccioni di carne”), la creazione di una voliera ornamentale con soggetti da esposizione o l’addestramento di colombi viaggiatori, ogni scelta iniziale influenzerà profondamente il progetto d’allevamento dal punto di vista del numero di coppie, della struttura di ricovero, del regime alimentare e del programma sanitario.

Scelta delle razze e degli obiettivi dell’allevamento

Prima di costruire un nido o di acquistare il primo gruppo di riproduttori, è fondamentale domandarsi quale sarà il fine ultimo dell’allevamento. Se lo scopo è produrre piccioni da tavola, si privilegeranno razze rustiche e a crescita rapida come il Texano o il King, in grado di raggiungere un peso da macellazione in circa venticinque giorni di vita. Gli appassionati di bellezza e competizioni estetiche opteranno, invece, per razze ornamentali quali il Pavoncello, il Capucin o il Modena, che richiedono un controllo genetico più attento e un ambiente di voliera che preservi l’integrità delle penne. Chi mira all’affascinante mondo dei colombi viaggiatori punterà a linee di sangue selezionate per resistenza e senso dell’orientamento, con allenamenti progressivi e voli di prova che diventeranno via via più lunghi. Ogni decisione in questa fase preliminare stabilisce il numero massimo di soggetti ospitabili, il tipo di gabbionata, il livello di pulizia richiesto e perfino la densità di popolazione entro cui i volatili si sentiranno ancora a loro agio.

Progettazione del colombario

Il ricovero deve offrire riparo dal freddo invernale, ventilazione estiva e una zona di volo sicura che consenta ai colombi di mantenere tono muscolare e salute respiratoria. Idealmente il colombario sarà orientato a sud-est, così da ricevere sole mattutino e restare in ombra nelle ore più torride. La parte chiusa, costruita con materiali facilmente lavabili come legno trattato o pannelli sandwich, va isolata dal suolo mediante pilastri o telaio in acciaio per evitare che l’umidità risalga dal terreno. Il pavimento, leggermente inclinato verso una canaletta, facilita l’allontanamento delle deiezioni quando si procede a lavaggi con pompa a bassa pressione. Le pareti laterali devono includere finestrelle schermate da rete zincata fine, in modo da garantire il ricambio d’aria e impedire l’ingresso di roditori.

Ogni coppia di colombi necessita di un nido separato: la forma classica prevede una cavità cilindrica in legno o terracotta di trenta centimetri di diametro con un bordo rialzato che trattiene paglia e covata. Per evitare zuffe fra maschi in competizione, si consiglia di predisporre scomparti multipli sovrapposti, ognuno dotato di un piccolo sportello apribile dall’esterno. In questo modo l’allevatore può controllare le uova o i nidiacei senza disturbare le altre coppie. All’interno del locale deve esserci almeno un metro quadrato di superficie calpestabile ogni cinque colombi; in caso di razze grandi, lo spazio va aumentato. Nella zona aperta, una voliera con rete metallica a maglia non oltre i venti millimetri protegge i colombi da falchi e corvi. Un paio di posatoi su livelli differenti, preferibilmente in legno non trattato con resine, permettono agli uccelli di scegliere la quota di riposo che preferiscono e riducono le lotte territoriali.

Alimentazione equilibrata

Il colombo è granivoro, ma in natura integra la dieta con semi di differenti piante, piccoli insetti e frammenti minerali essenziali per la formazione dello scheletro e il corretto funzionamento del ventriglio. In allevamento è opportuno ricreare questa biodisponibilità tramite un mix di cereali puliti (mais spezzato, frumento, sorgo, avena decorticata) abbinato a legumi come piselli e fave decorticate per apportare proteine. Il rapporto ideale fra energia e aminoacidi varia a seconda della fase fisiologica: un mix al sedici per cento di proteina grezza è adeguato per colombi in mantenimento, mentre in periodo di accoppiamento e svezzamento dei piccoli si sale al diciotto-diciannove per cento per sostenere la produzione di latte di gozzo. Un’aggiunta di minerali sotto forma di grit marino, guscio d’ostrica sminuzzato e mattoni di argilla sterilizzata permette ai volatili di integrare calcio, fosforo e microelementi.

L’acqua fresca va cambiata quotidianamente; nelle estati molto calde occorre predisporre un doppio abbeveratoio per scongiurare il rischio di disidratazione. È preferibile utilizzare beverini a sifone chiuso, perché impediscono che polvere e piume finiscano nell’acqua, riducendo la carica batterica. Con frequenza settimanale si può aggiungere all’acqua una soluzione elettrolitica o un multivitaminico per sostenere l’organismo nei periodi di muta o durante voli impegnativi. L’integrazione di oli vegetali (semi di lino tritati o olio di germe di grano) migliora la lucentezza del piumaggio e contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Gestione della riproduzione

Il ciclo riproduttivo del colombo domestico è rapido: una volta formata la coppia stabile, la femmina depone due uova a distanza di quarantotto ore l’una dall’altra. La cova dura mediamente diciotto giorni e viene condivisa fra i due genitori. Dal decimo giorno è possibile effettuare la speratura, esponendo l’uovo a una luce intensa per verificare la presenza di embrione vivo; un uovo non fecondo va rimosso per evitare che marcisca e infetti l’altro. Dopo la schiusa, entrambi i genitori producono latte di gozzo ricco di proteine e grassi, essenziale per i piccoli fino al quinto giorno, quando iniziano a ingerire semi parzialmente digeriti. Nel giro di quattro settimane i nidiacei raggiungono il peso di volo e, se l’obiettivo è la produzione di carne, possono essere staccati dalla madre intorno al venticinquesimo giorno.

Per evitare consanguineità in un piccolo allevamento è consigliabile programmare l’acquisto di riproduttori provenienti da linee diverse almeno ogni due o tre anni. Le coppie affiatate restano insieme per tutta la vita, ma talvolta un maschio dominante impedisce a un giovane rivale di accoppiarsi; in tal caso si può optare per la formazione di voliere separate per classi di età o per l’inserimento graduale di nuovi soggetti quando i vecchi escono a volo.

Igiene e salute

Il mantenimento di un ambiente asciutto e pulito rappresenta la prima, insostituibile difesa contro le malattie. Le deiezioni dei colombi, ricche di acido urico, se accumulate in spessore creano un substrato di ammoniaca che irrita le vie respiratorie e favorisce la replicazione di batteri opportunisti come Salmonella e Campylobacter. Un piano di pulizia settimanale, che comprenda la rimozione del lettame con raschietto, il lavaggio con getto d’acqua tiepida e la successiva disinfezione con soluzioni a base di sali quaternari d’ammonio o di perossido d’idrogeno stabilizzato, mantiene sotto controllo la carica microbica. È buona pratica lasciare asciugare completamente il pavimento prima di reintrodurre i volatili.

Dal punto di vista farmacologico, la prevenzione è meglio della terapia: un piano vaccinale che includa paramixovirosi e salmonellosi riduce drasticamente il rischio di morbilità e mortalità improvvisa. Durante la stagione calda l’infestazione da acaridi e pidocchi piumicoli può causare anemia e stress; l’uso di polveri insetticide naturali a base di piretro o di bagni in sabbia finissima addizionata con diatomite contribuisce a mantenere il piumaggio libero da parassiti. In caso di sintomatologia nervosa o respiratoria (tremori, perdita di equilibrio, starnuti, occhi lacrimanti) è opportuno isolare il soggetto e consultare un veterinario specializzato in avicoltura: alcune patologie, come la colibacillosi, possono diffondersi rapidamente se non trattate.

Addestramento e volo

Chi alleva colombi viaggiatori sa che la forza muscolare e l’orientamento si sviluppano con l’esercizio costante. Dopo un periodo di quarantena post-svezzamento, i giovani colombi iniziano a “spanciare”, cioè a compiere i primi voli circolari sopra il tetto. Un allevatore esperto controlla il momento giusto per la prima uscita aprendo il varco al mattino presto, quando l’istinto di esplorazione è maggiore e il traffico di rapaci ancora basso. Si inizia con voli di dieci minuti aumentando progressivamente la durata; quando i giovani tornano senza esitazione dopo mezz’ora, si pianifica il primo allontanamento in gabbia trasportata: un rilascio a due chilometri di distanza, sempre con cielo sereno, offre un test sul senso di orientamento genetico. Con il tempo, le distanze di addestramento salgono a dieci, venti, cinquanta chilometri e oltre, in funzione delle gare a cui si desidera partecipare.

Per gli allevatori di razze ornamentali non interessate al volo libero, la questione si sposta sulla socializzazione: un colombo abituato alla presenza dell’uomo fin da pulcino si lascia manipolare, facilitando la toelettatura delle penne e le ispezioni in vista di una mostra. Passare qualche minuto al giorno accarezzando delicatamente il dorso o offrendo semi dalle mani favorisce il legame di fiducia.

Gestione stagionale e protezione climatica

Il colombo sopporta bene temperature fredde purché non vi sia eccesso di umidità. In inverno la ventilazione va ridotta, mantenendo però un minimo di ricambio d’aria per scongiurare la condensa. Uno strato di lettiera di truciolo depolverato o pellet di paglia assorbe l’umidità e rilascia calore fermentativo. Durante i mesi più torridi il rischio principale è il colpo di calore: posizionare pannelli ombreggianti esterni e garantire una nebulizzazione fine all’interno della voliera abbassa la temperatura percepita. In caso di ondate di calore superiori a trentacinque gradi, l’integrazione di elettroliti e vitamine idrosolubili nell’acqua aiuta a prevenire la disidratazione.

Aspetti legali e etici

L’allevamento di colombi è regolato, nella maggior parte delle regioni italiane, da norme sanitarie che impongono la notifica dell’attività all’Azienda Sanitaria Locale e, in caso di vendita o spedizione di esemplari, l’iscrizione a un registro di allevamento avicolo. Le linee guida del benessere animale proibiscono l’uso di gabbie troppo piccole per il battito d’ali e prescrivono un controllo veterinario annuale. Inoltre, l’allevatore ha la responsabilità di evitare il rilascio accidentale di soggetti nelle aree urbane, dove potrebbero incrociarsi con popolazioni selvatiche instabili. Sul piano etico, mantenere un equilibrio numerico è fondamentale: un sovraffollamento porta a stress cronico, beccate e cannibalismo di penne. Rispettare il limite di spazio e fornire stimoli ambientali come blocchi di legno da beccare o rametti freschi da spostare riduce la noia e le stereotipie.

Conclusioni

Allevare colombi non significa soltanto fornire cibo e acqua a un gruppo di uccelli affascinanti: vuol dire comprendere il loro comportamento sociale, lo stretto legame fra ambiente e sistema immunitario, l’importanza di una genetica bilanciata e il valore del tempo trascorso a osservare il volo mattutino, che racconta lo stato di salute più di qualunque termometro. Con un colombario progettato in base alle esigenze della razza, una dieta studiata sulle fasi biologiche, un programma di igiene rigoroso e un occhio attento ai segnali precoci di malessere, si potrà godere del fruscio d’ali e del tubare calmo dei colombi per molti anni, trasformando un interesse in una passione capace di trasmettere rispetto per la natura e per i ritmi dell’allevamento tradizionale.

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